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Colossi tecnologici, come Uber, Spotify, MasterCard, Visa e altri, si sono buttati a capofitto nel progetto Libra senza esitare, neanche davanti a 10 milioni di dollari. Sì perché è questa la cifra richiesta per poter partecipare all’ambizioso progetto dal nome Libra, una moneta digitale privata, promossa da Facebook, non guidata dalle banche.

Come ha sottolineato una volta per tutte il responsabile del progetto, David Marcus, Libra non vuole in alcun modo sostituire il bitcoin, ma non vuole neanche essere solo un sistema di pagamento. L’obiettivo è quello di creare una moneta a tutti gli effetti!

Cerchiamo di capire qualcosa in più di un progetto ancora nella sua fase embrionale, ma ben appoggiato.

LIBRA SPIEGATO A CHI PENSA DI NON CAPIRCI NULLA

Nei giorni scorsi Zuckerberg ha informato con un post gli utenti che verrà creata una azienda sussidiaria di Fb, di nome Calibra, per gestire i pagamenti con la nuova criptovaluta. Chi vorrà far parte di questa federazione e avere dunque il diritto al voto sulle decisioni da prendere, dovrà versare 10 milioni di dollari. Ad oggi è stata aperta una struttura societaria in Svizzera e se la banca d’appoggio inizialmente potrebbe essere originaria della terra di Aidi, in realtà si punta a diversificare le banche detentrici, per non dipendere da una giurisdizione singola e contrastare una potenziale inflazione.

E se Facebook dovesse andare a picco? L’associazione Calibra sarà indipendente dal social, che rappresenterà solo uno dei membri votanti della federazione, questo per incentivare la stabilità di libra. La critica al riguardo è stata fatta in merito alla decentralizzazione, ma da Fb chiariscono che in futuro il meccanismo di votazione sarà articolato basandosi sul numero di moneta in possesso nel wallet e non su chi ha investito i 10milioni di dollari.

Ovviamente è ancora tutto da vedersi ma non è escluso che, se l’utenza deciderà di dare fiducia alla criptovaluta creata da Facebook, si potrebbe realizzare uno scenario in cui la libra andrà in concorrenza con l’euro o il dollaro. Intanto le autorità di regolamentazione americane ed europee sono già partite all’attacco chiedendo un’analisi approfondita della questione. Staremo a vedere…